Se Rimini affoga

Notte_rosaSe Rimini affoga al punto che il quotidiano locale più vicino all’amministrazione comunale intitola “L’angoscia di Marina Centro”, che resta da dire?

E poi sotto: “I problemi: criminalità, degrado, parcheggi e traffico”. Due pagine di lamentazioni. Due esempi: alcuni commercianti pagano una guardia privata dalle 21 alle 23, in viale Vespucci, il cuore antico della Marina riminese.

Il titolare di una ferramenta racconta: ci sono clienti d’albergo costretti a comprarsi di tasca loro il tappo del lavandino del bagno o il tubo per la doccia.

Il 14 luglio ho pubblicato un post extravagante (ovvero non numerato) sul blog della “Stampa”, intitolandolo “Notte rosa, giorni neri“.

Riprendevo dallo stesso quotidiano locale alcune notizie di cronaca: “Ieri a Rimini quattro tra rapine e scippi. Una turista di 82 anni, gettata a terra alle 17 a Marina Centro da chi le ha strappato la borsa, “si rompe la testa”. Due ospiti belgi, una commerciante e tre carabinieri sono le altre persone finite al pronto soccorso ospedaliero. I belgi sono stati colpiti da un clandestino marocchino che mirava al loro cellulare. Una coppia di tarantini 23enni è stata derubata da due nordafricani, di cellulare e soldi (oltre 150 euro). Una romena di 29 anni ha preso a calci una commerciante per non pagare la merce, e poi i tre carabinieri giunti in soccorso della titolare del negozio”.

Avevo ricevuto un commento della scrittrice concittadina Anna Rosa Balducci che anticipava il panorama che oggi si legge sul “Corriere Romagna”, per Marina Centro, concludendo: “Costruita sui due poli degli ‘eventi’ eccezionali e dei congressi, l’immagine di Rimini lentamente muore”.

Che resta da dire, appunto? La settimana scorsa l’amministrazione comunale ha reso noti i compensi dei suoi dirigenti (trenta in tutto per circa 2,3 milioni all’anno).
I settori più coinvolti nell’immagine turistica, quelli di turismo e cultura, comprendono cinque titolari per un totale di oltre 365 mila euro… Ovvero 700 milioni di lire e passa. Se l’economia di Rimini affoga, qualche buon salvagente c’è: in esclusiva, fra i dirigenti comunali.

Rimini_vecchia_spiaggia Post scriptum. Al momento di pubblicare il post, mi giunge da un assiduo lettore una mail con questo commento:

“Non lamentiamoci del degrado dell’antica capitale del turismo europeo, dopo anni di propaganda a base di slogan e di fuochi d’artificio tipo notte rosa, capodanno del turismo romagnolo. I nostri politici per stare a galla si sono accontentati di spartire tra loro la torta, opposizione e maggioranza (con qualche voce di dissenso) si sono trattate bene. Guardiamo a come è stata ridotta la città sotto il profilo urbanistico, mentre si fanno chiacchiere chiacchiere e chiacchiere a non finire… Tutto quello che il Corriere Romagna di oggi racconta è fuori discussione. Ma dietro che cosa c’è? C’è una classe dirigente della sinistra che per stare tranquilla ha pagato un forte tributo alla vivibilità di Rimini. Gli effetti arrivano, sono sotto gli occhi di tutti. Eleviamo a simbolo della Rimini sfasciata il seminario vescovile. Cinquant’anni fa rovinò il paesaggio verso le colline. Adesso il Comune lo ha affittato pagando non so quanti milioni alla Curia per trent’anni…”

Rispondo in breve. Quasi due anni fa scrissi: “Quando un assessore fatto mettere in giunta dal vescovo (che aveva fatto ritirare il candidato dell’opposizione di centro-destra perché troppo cattolico e quindi si sarebbe messo in concorrenza con la curia che appoggiava il centro sinistra), quando un assessore di giunta di centro-sinistra come prima grande operazione fa affittare dalla curia al Comune il vecchio seminario per 12 milioni di euro in 30 anni (oltre venti miliardi di lire!), beh, la mia fiducia nelle persone che dovrebbero applicare e rispettare i valori cristiani cala di molto”.

[20.07.2009, anno IV, post n. 207 (927), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it

Se Rimini affogaultima modifica: 2009-07-20T17:51:41+00:00da rimino
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